Cos’è lo smart working: novità del 2021?!

Smart Working lavorare da casa
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La pandemia ha segnato un periodo di svolta per i lavoratori di tutto il mondo, portando molti a trovarsi per la prima volta a contatto con lo smart working. In realtà, la regolamentazione dello smart working e la sua implementazione precedono di diversi anni le limitazioni imposte dal COVID-19, ed è stato precedentemente impiegato perché le nuove tecnologie hanno reso possibile lavorare anche senza recarsi ogni giorno in ufficio, con vantaggi per il lavoratore ma anche per l’azienda.

Ma di cosa parliamo, esattamente, quando ci riferiamo allo smart working? Perché la sua diffusione non sembra essere limitata al periodo delle chiusure dovute al coronavirus?

Smart Working Separare ambiante di lavoro da quello privato

Cosa significa smart work e in cosa è diverso dal telelavoro

Partiamo dalle basi: il termine stesso. In italiano, “smart work” è traducibile come “lavoro agile”, o più letteralmente come “lavoro intelligente”. Paradossalmente, il termine inglese non è stato coniato dai paesi anglofoni e non è infatti corrispondente alla terminologia utilizzata negli Stati Uniti o in Inghilterra, dove è preferito il termine “remote working”, lavoro da remoto.

Con smart working si intende una modalità di esecuzione del lavoro che alterna flessibilmente prestazioni da casa e in sede lavorativa. Per le sue peculiarità, quindi, lo smart work elimina i vincoli temporali e spaziali associati alla prestazione professionale, e aiuta quindi a conciliare lavoro e vita personale. Questo comporta effetti positivi anche sul benessere dei lavoratori, contribuendo ad una maggiore efficienza.

Avrai già notato che la definizione fornita di smart working non coincide pienamente con la situazione in cui molti si sono trovati nel periodo pandemico. Infatti, per molti lavoratori la chiusura di uffici e aziende ha comportato lo svolgimento del lavoro completamente da casa. Questa condizione è più propriamente detta di telelavoro.

Nei contratti in cui la modalità prevista è il telelavoro è poco frequente che successivamente il lavoratore inizi a svolgere la sua attività in azienda. Viceversa, nello smart working l’alternanza è prevista e c’è maggiore flessibilità e possibilità di decisione autonoma.

Quali sono i vantaggi dello smart working

Se lo smart working è tuttora in auge nonostante la riapertura della gran parte delle attività, la ragione è che per le sue peculiarità si è rivelato vantaggioso sia per il lavoratore che per l’azienda stessa.

Innanzitutto, questo consente di migliorare l’equilibrio tra la sfera lavorativa e quella personale: la gestione indipendente dei tempi di lavoro permette di organizzarli in base ai propri impegni extralavorativi. Per i genitori, lo smart working fornisce la possibilità di spendere tempo con i propri figli e, contemporaneamente, portare a termine il proprio lavoro. Inoltre, proprio per l’autonomia concessa al lavoratore, lo smart working responsabilizza il dipendente.

Un ulteriore beneficio indotto dallo smart working è una riduzione dei consumi e, quindi, dell’impatto ambientale. Evitando lo spostamento di centinaia e centinaia di lavoratori ogni giorno, in particolare di coloro che ricorrono più volentieri all’auto rispetto ai mezzi pubblici, si incide concretamente sull’ambiente, riducendo le emissioni di CO2, e ciò contribuisce a valutare lo smart working come una risorsa da impiegare anche in futuro.

Ma non solo: lo smart working ha anche vantaggi sulla produttività. Dagli studi condotti su questo argomento di recente interesse emerge infatti che la percezione dei lavoratori stessi è quella di lavorare di più quando non sono costretti a presentarsi puntualmente in ufficio, senza che però questo sia vissuto come un peso.

Cosa rende possibile questa modalità di lavoro

A rendere possibile il lavoro agile sono i mezzi tecnologici a nostra disposizione, che danno la possibilità di interagire con i colleghi anche a distanza, tramite le e-mail o le videochiamate, e di scambiare documenti o persino collaborare nella loro stesura grazie ai sistemi cloud, ossia quelle piattaforme che consentono di archiviare file online.

Non per tutte le categorie di lavoratori, però, è attuabile questa modalità lavorativa. Ad esempio, per coloro che lavorano in stabilimenti in cui sono richiesti macchinari specifici, che certamente non possono essere contenuti dalle mura domestiche, questa soluzione è impraticabile.

Inoltre, laddove le aziende optino per il lavoro da remoto, devono essere in grado di fornire ai propri lavoratori i mezzi grazie ai quali questo sia praticabile. Non è infatti sufficiente chiedere al dipendente di restare a casa, ma è necessaria una vera e propria riorganizzazione del lavoro, ad esempio dando la possibilità di avere le stesse pause che venivano prese precedentemente in ufficio.

Smart Working lavorare da casa

L’importanza di concedersi una pausa, anche a casa

Come ogni situazione, lo smartworking non è tutto rose e fiori. Esistono degli aspetti negativi di questa modalità di svolgimento del lavoro. Uno fra tutti è la scarsa divisione tra i diversi ambiti della propria vita. Insomma, se precedentemente alle sei del pomeriggio si staccava per tornare a casa e non ripensare più alle incombenze lavorative fino al giorno successivo, ora, con l’ufficio direttamente in soggiorno, è difficile fare altrettanto.

È proprio per questo motivo che è bene seguire delle buone norme di comportamento, come quella di separare gli spazi dedicati al lavoro e quelli dedicati al relax, anche in casa, e di concedersi delle doverose pause anche quando si lavora in remoto. Il break durante l’orario lavorativo, infatti, è indispensabile per ripristinare i livelli di attenzione e ricaricarsi prima di mettersi di nuovo d’impegno.

Non dimenticare quindi di concederti un buon caffè e del tempo per te stesso tra un compito e quello successivo. Vedrai con i tuoi stessi occhi il beneficio di dedicare tempo a sufficienza al tuo benessere, anche in smart working.

Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

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