Progetti di educazione ambientale a scuola: come nasce una coscienza ecologica

Progetti di educazione ambientale collaborazione
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Gli istituti scolastici sono da sempre il luogo in cui si formano le menti delle generazioni di domani, ma forse dovrebbero avere maggiore voce in capitolo quando si parla di “progetti di educazione ambientale”. Fin dalla tenera età, la scuola non insegna solamente fredde nozioni, ma trasmette anche valori: la socialità, l’inclusione, la convivialità. Tra i banchi e le pause ai distributori di caffè si formano relazioni salde e, tramite il confronto con i pari, gli insegnanti e il personale scolastico, si imparano comportamenti e modalità di ragionare che influenzeranno tutto il futuro dei giovani.

Proprio per questo motivo, le scuole sono i luoghi ideali per trasmettere i valori dell’ecologismo, tramite un’appropriata educazione ambientale. Ma come trasmettere questi concetti perché incidano profondamente nelle menti degli studenti? Quali progetti possono essere portati avanti?

Progetti di educazione ambientale a scuola

Perché occuparsi di progetti di educazione ambientale

Può sembrare forse una perdita di tempo dedicare energie all’apprendimento dell’educazione ambientale, quando ai ragazzi è già richiesto di acquisire tante materie e ad un ritmo serrato. Eppure, la sostenibilità è oggi uno dei punti fondamentali su cui siamo chiamati a lavorare.

Abbiamo tutti visto foto, guardato video o letto notizie che riguardano lo scioglimento dei ghiacciai, le microplastiche riversate in mare, l’inquinamento dell’aria delle nostre città. Pertanto, per quanto sia utile imparare come risolvere le equazioni o come svolgere un’analisi grammaticale, altrettanto importante è insegnare a salvaguardare il pianeta, per non ripetere gli errori delle generazioni passate.

Nel 2015 i Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto un programma d’azione, l’Agenda 2030, che si propone di raggiungere 17 obiettivi legati allo sviluppo sostenibile in 15 anni. Questo impegno, sebbene preso dai governi, ci coinvolge tutti; non è infatti possibile trionfare in questa sfida senza il contributo di ciascuno di noi, a partire dai cittadini di domani.

Come coinvolgere gli studenti in iniziative sulla sostenibilità

È facile trovare online materiali per proporre agli studenti un’educazione sui temi ambientali e iniziative per le scuole, in particolare le primarie e le secondarie di II grado. Ad esempio, il WWF fornisce gratuitamente videolezioni su svariati temi green sulla piattaforma “One planet school”, che possono essere utilizzate in classe per introdurre l’argomento agli alunni.

Molto spesso, però, le lezioni frontali rischiano di essere poco incisive, specialmente se non è richiesto di apprendere i contenuti ai fini di una verifica. Perciò, il metodo migliore per coinvolgere gli studenti è far svolgere attività concrete. Si tratta del concetto di “imparare facendo”, che ha avuto molti seguaci illustri nello scorso secolo, tra cui Robert Baden-Powell, il fondatore dello scoutismo, e Maria Montessori, ideatrice dell’omonimo metodo. Secondo i sostenitori di questa teoria, apprendere attraverso la sperimentazione stimola il pensiero creativo e il ragionamento, più di quanto avvenga quando è richiesto di memorizzare passivamente nozioni teoriche.

Ma come si può concretizzare questo approccio? Innanzitutto, è possibile trovare alcune risorse in internet che esplorano i temi della sostenibilità attraverso attività pratiche e ludiche. Un esempio è Go Goals, un gioco da tavola che accompagna i bambini nella scoperta degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile. I materiali necessari (tabellone, dadi, gettoni e regole del gioco) possono essere scaricati, stampati e ritagliati gratuitamente per essere utilizzati poi in classe.

Ancora più importante, però, è fornire agli alunni un esempio concreto di come si possa vivere quotidianamente in maniera più green, includendo nelle pratiche scolastiche buone abitudini come il riciclo, il risparmio energetico e, dove possibile, l’impiego di risorse rinnovabili.

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Le buone abitudini in classe: come portare l’ecosostenibilità tra i banchi

Installare impianti fotovoltaici e impiegare materiali a ridotto impatto ambientale, sia nell’edilizia che nelle attrezzature, sono iniziative che possono essere adottate per rendere gli istituti scolastici più ecologici. Ma scegliere di realizzare un piano di sostenibilità a scuola non vuol dire necessariamente ricorrere a progetti dispendiosi.

Innanzitutto, laddove presenti, è bene ricorrere alle lavagne digitali (LIM), per evitare lo spreco di gesso che deriva dall’impiego delle lavagne tradizionali. Inoltre, è molto importante invitare gli studenti a spegnere le luci in classe quando lasciano l’aula, ad esempio per recarsi in palestra o alla fine della giornata scolastica.

È fondamentale che ogni classe sia dotata di più cestini per differenziare i rifiuti: le carte stracce in uno, le bottigliette di plastica in un altro e così via. E questo dovrebbe estendersi anche alle altre zone della scuola, ad esempio i bagni, i corridoi e, soprattutto, il giardino o cortile nel quale gli studenti trascorrono la ricreazione. Anche alle macchinette automatiche gli studenti dovrebbero poter facilmente differenziare gli involucri in plastica delle merendine dai brik dei succhi di frutta.

In World Matic ci impegniamo per fornire cibi sani e impiegare materie prime riciclabili, di origine vegetale o in rPET. Con il progetto “Io sono consapevole” puntiamo a rendere le generazioni di domani più responsabili e attente ai bisogni dell’ambiente, per costruire un futuro in cui l’umanità possa coesistere in armonia con la natura, anziché sfruttarla. Gli adulti del futuro, quindi, devono apprendere fin da oggi le basi per una relazione sana con l’ecosistema in cui vivono e la scuola gioca un ruolo fondamentale per insegnare come questo possa essere attuato.

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