Legge sui distributori automatici Normativa e autorizzazioni

Legge sui distributori automatici Normativa e autorizzazioni
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Requisiti per la somministrazione tramite distributore automatici di alimenti e bevande.

La vendita al dettaglio dei prodotti alimentari può avvenire anche attraverso i distributori automatici che vengono installati all’interno delle attività commerciali o in altri spazi adeguati. Chi si occupa della gestione dei distributori automatici dovrà rispettare tutta una serie di norme che sono state emanate a tutela del consumatore finale. Più nello specifico, le prescrizioni normative sono finalizzate a evitare contaminazioni, intossicazioni e altri incidenti provocati dalla scorretta o mancata manutenzione delle macchine.

Per quanto riguarda le fonti giuridiche più rilevanti, è importante segnalare il Decreto legislativo del 2015 n. 127 recante il titolo “Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23” che racchiude tutta una serie di articoli volti a disciplinare la gestione dei distributori automatici.

Più nello specifico, il provvedimento prescrive requisiti:

  • Morali
  • Professionali
  • strutturali

Nella prima categoria rientrano le condizioni in mancanza delle quali non è possibile esercitare regolarmente l’attività di vending. La gestione delle macchinette, pertanto, è consentita alle persone che non hanno riportato condanne penali contro la sanità pubblica, l’igiene, la moralità, il buon costume ecc. Il divieto perdura per il successivo quinquennio dalla data di estinzione della pena comminata.

Quanto ai requisiti professionali, bisogna far presente che la gestione dei distributori automatici è consentita a tutti coloro che hanno conseguito un valido titolo di studio, quale diploma di scuola superiore o laurea triennale. Viene inoltre riconosciuto il corso professionale per il commercio la preparazione o la somministrazione degli alimenti, ex REC e oggi noto come SAB. In mancanza dei titoli specificati vale l’esercizio nei cinque anni precedenti e per almeno due anni, anche se non in maniera consecutiva, di un’attività d’impresa nel campo alimentare o nella somministrazione di bevande e alimenti.

Questi requisiti professionali devono essere soddisfatti dal rappresentante legale o dal titolare responsabile. Le compagnie che si occupano della gestione delle macchinette automatiche di contro, in base ai bandi di gara, hanno la necessità di rispondere agli standard riconosciuti al livello internazionale, quali ad esempio ISO 9001, 14001, 22000 oppure le certificazioni in tema di sicurezza sul lavoro Bs Ohsas 18001.

Nell’ambito dei requisiti strutturali rilevano soprattutto prescrizioni a tutela della sicurezza alimentare, dei lavoratori e dell’igiene pubblica. Le norme interessano l’edificio o il locale all’interno dei quali verranno ubicate le macchinette automatiche. In aggiunta all’agibilità per la destinazione d’uso, rientrano nei requisiti strutturali le norme urbanistiche, di salute nei luoghi di lavoro, le regolamentazioni che riguardano il controllo dei prodotti alimentari ecc.

Oggi i distributori automatici che erogano bevande e alimenti sono sempre più diffusi e rappresentano anche una grande comodità, anche perché consentono di allestire aree relax in cui poter fare delle piacevoli pause caffè.

normative vending machine

Chiamate anche vending machine, queste macchinette sono facili da usare e possono essere installate in diversi contesti, come ad esempio centri commerciali, uffici, studi professionali, palestre, università e tanto altro. I punti di ristoro automatici offrono una grande varietà di prodotti come acqua minerale, snack dolci e salati, succhi di frutta, cappuccini, bibite energetiche, bio, menù promozionali, tramezzini, biscotti ecc.

Gli operatori di settore sono quindi chiamati a rispondere a diversi requisiti, superiori rispetto a quelli di legge, che non attengono solo al controllo dell’igiene, alla manutenzione e alla pulizia periodica della macchina automatica. Bisogna altresì considerare la corretta descrizione ed etichettatura alimentare, le verifiche costanti sui prodotti freschi, gli interventi in caso di fermo macchina dopo un certo numero di ore ecc. La normativa è abbastanza variegata, complessa e abbraccia le certificazioni riconosciute a livello internazionale che garantiscono maggiore tutela al consumatore e migliorano la competitività sul mercato dei singoli gestori.

Normative, Requisiti igienico-sanitari e SCIA

L’articolo 19 della Legge n. 241 del 1990 prevede che per poter svolgere legittimamente l’attività di gestione dei distributori automatici bisogna presentare una segnalazione certificata di inizio attività al SUAP, necessaria per poter avviare l’attività. I prodotti alimentari e le bevande che vengono commercializzati attraverso le macchinette automatiche devono essere conservati in condizioni perfette, proprio per contrastare i rischi di formazione di muffa, contaminazione batterica e similari. Anche i macchinari, di conseguenza, saranno progettati con materiali adeguati, in moda da consentire e agevolare le normali e ricorrenti operazioni di controllo, pulizia e disinfestazione, che dovranno avvenire nella parte esterna e interna.

Tutto ciò spiega la grande importanza della certificazione HACCP che dovranno acquisire gli operatori incaricati di ricaricare il distributore e della pulizia delle relative componenti. Del resto, il regolare possesso del certificato HACCP è previsto dal Regolamento Comunitario 852/2004, oltre che dal D.lgs 193/2007 in tema di igiene dei prodotti alimentari e relativo alle metodologie per gestire le criticità.

Le Certificazioni

Il settore agroalimentare si è molto evoluto negli anni e l’intento del legislatore è stato quello di mettere al centro e tutelare ad ampio raggio la salute dei consumatori finali. Per questa ragione le aziende si sono impegnate nel migliorare i servizi e i prodotti dal punto di vista qualitativo. Allo stesso tempo sono stati adottati sistemi di gestione interni per migliorare la competitività sul mercato.

Le certificazioni attualmente più diffuse sono ISO 9001, adottata dalle società che intendono affinare processi e performance per assicurare la piena soddisfazione dei clienti, oltre che ISO 14001 per la tutela ambientale e tutte quelle obbligatorie strettamente correlate con il comparto alimentare, quali ISO 22000, BRC ecc. Vediamo, qui di seguito, in cosa consistono le certificazioni secondo precisi standard riconosciuti a livello internazionale.

ISO 9001

ISO 9001

La gestione della qualità ISO 9001 si riferisce a qualsiasi genere di organizzazione, quindi anche alla gestione dei distributori automatici, in quanto definisce il rispetto di svariati requisiti. Saper gestire la qualità vuol dire conoscere a fondo i processi produttivi, monitorare ed essere in grado di coinvolgere le risorse umane. In buona sostanza la certificazione ISO 9001 rappresenta il primo biglietto da visita per qualsiasi azienda, a prescindere dalle dimensioni e dal settore merceologico in cui opera. Permette, infatti, di accrescere l’affidabilità, la competitività sul mercato e la professionalità agli occhi dei fornitori, dei clienti e di ogni altro operatore che entrerà a contatto con l’azienda.

ISO 14001

ISO 14001

Questa norma definisce i requisiti generali per poter validamente conseguire la certificazione in materia ambientale e trova applicazione in qualsiasi genere di business, inclusa la distribuzione di snack e bevande tramite i distributori automatici. La ISO 14001 è spesso un requisito essenziale per poter partecipare alle gare d’appalto e ottenere di conseguenza una riduzione delle garanzie. Tutto ciò si traduce in maggiori possibilità di successo, nonché in una riduzione significativa dei costi.

Certificazione BS OHAS 18001

La finalità principale della certificazione Bs Ohsas 18001 è quella di favorire le corrette prassi nei settori della sicurezza e della salute dei lavoratori, inclusa l’autoregolamentazione bilanciata con le esigenze socio-economiche. Un sistema di questo genere permette anche a chi gestisce i distributori automatici di bevande e snack di sviluppare una politica per la salute e la sicurezza dei dipendenti adeguata, ma non solo. Sarà inoltre possibile stabilire processi, obiettivi, intraprendere le azioni necessarie al miglioramento delle prestazioni. La certificazione Bs Ohsas 18001 permette così di ridurre i casi di infortuni e di malattia professionale nel luogo di lavoro. I vantaggi che ne derivano sono diversi, a partire dalla soddisfazione del cliente, fino ad arrivare alla riduzione dei premi INAIL, dei costi fissi gestionali e al miglioramento dell’immagine aziendale. Quando, infatti, le condizioni dell’ambiente di lavoro sono adeguate si potranno utilizzare le risorse in modo più consapevole, abbassare i costi per gestire gli infortuni, eliminare i rischi per i lavoratori, attuare le strategie di prevenzione di comportamenti illeciti e molto altro ancora.

Iso 22000

L’assetto delle moderne aziende è contraddistinto da una forte dinamicità e anche la modalità con la quale vengono erogati i servizi è in continua evoluzione e pone a continue sfide. I gestori dei distributori automatici sono quindi chiamati a fare in modo che l’organizzazione sia nel complesso efficiente rispetto agli obiettivi di business prefissati. Ecco, quindi che potranno beneficiare dello standard ISO 2000, uno strumento adeguato legato all’offerta dei servizi nei riguardi dei consumatori e che garantisce un livello di strutturazione affidabile.

BRC/IFS

Le sigle BRC e IFS si riferiscono a due importanti standard che vengono riconosciuti a livello internazionale per poter certificare la qualità dei prodotti presenti nella grande distribuzione. Più nel dettaglio, il BRC, ovvero “British Retail Consortium”, appartiene al consorzio britannico della grande distribuzione e interessa tutti i distributori inglesi. Questo standard pone le sue basi nell’HACCP, in quanto è strettamente legato alla normativa in materia alimentare, all’ambiente di lavoro e ai controlli sui processi produttivi. L’IFS, invece, viene condiviso dalle varie filiere alimentari per poter assicurare il rispetto delle norme igieniche e di buona prassi nel corso dei procedimenti di produzione.

L’applicazione di questi standard porta a benefici anche per i gestori dei distributori automatici, non solo in termini strettamente economici, ma anche per ciò che riguarda l’organizzazione nel complesso e la sicurezza dei prodotti.

TQS Vending

Esiste un’ulteriore importante garanzia per i consumatori finali e appositamente pensata per tutti coloro che operano nel settore del Vending, attraverso la quale le aziende, gli enti pubblici e gli acquirenti potranno valutare la qualità dei servizi attraverso il distributore automatico. In buona sostanza grazie al marchio TQS Vending si certifica che l’azienda, titolare della macchinetta automatica, ha adottato diversi parametri, nonché uno standard di servizio finalizzato a garantire la sicurezza igienico sanitaria, nell’interesse degli utenti e delle loro aspettative. Quando la distribuzione automatica presenta il logo TQS Vending vuol dire che rispetta appieno le leggi in vigore che riguardano la salute e la sicurezza alimentare, ovvero il noto sistema HACCP.

World-Matic

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