Curiosità e leggende sul caffè: quali sono?

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Qual è l'origine del caffè

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La scoperta del caffè in Etiopia

Secondo la leggenda, il caffè venne scoperto in Etiopia ad opera di un pastore di nome Kaldi. Mentre sorvegliava il suo gregge, Kaldi notò uno strano comportamento in alcune delle sue capre che brucavano i frutti rossi di alcuni arbusti selvatici. Incuriosito, il pastore raccolse alcuni di quei frutti, simili a ciliegie, e li assaggiò. Con sua sorpresa, dopo averli mangiati si sentì pieno di una nuova energia e vivacità.

Kaldi raccontò la sua scoperta ad un monaco del vicino monastero che, scettico, gettò i frutti nel fuoco. Ben presto però un aroma invitante si diffuse nell’aria e i chicchi abbrustoliti vennero recuperati e messi in infusione con dell’acqua bollente. Anche i monaci rimasero estasiati dall’eccitante effetto di quella bevanda e la notizia della magica pianta si diffuse velocemente in tutta l’Etiopia.

I semi del caffè vennero presto esportati ed entrarono a far parte dei commerci lungo le rotte carovaniere. La leggenda del pastore Kaldi e delle capre che per prime scoprirono gli effetti del caffè è rimasta celebre nella storia di questa apprezzatissima bevanda.

Le Origini del Caffè: Viaggio nella Storia e nelle Leggende

Storia del Caffè Curiosità, Leggende e Diffusione

Attorno all’anno 1000, i commercianti e viaggiatori arabi portarono i primi sacchi di chicchi di caffè dall’altopiano etiope verso la penisola arabica, sviluppando particolarmente la coltivazione e il commercio del prezioso prodotto nello Yemen. Qui sorse il porto di Mocha, che diede il nome alla varietà di caffè più ricercata per il suo aroma inconfondibile.

Furono gli arabi a tostare i chicchi di caffè per esaltarne profumo e sapore, inventando anche le prime primitive cafatiere. Ben presto nacquero le prime caffetterie, luoghi di ritrovo e scambio culturale, dove degustare la aromatica bevanda nera secondo elaborate cerimonie.

Le leggende sulle proprietà energizzanti del caffè

Nella cultura etiope, patria d’origine del caffè, la pianta veniva considerata capace di infondere una rinnovata lucidità mentale e una inesauribile carica fisica. Per questo i guerrieri dell’imperatore abissino utilizzavano masticare chicchi di caffè crudi prima di andare in battaglia, convinti che donassero maggiore forza e coraggio.

Anche tra gli arabi si diffuse ben presto la consapevolezza degli effetti tonici e stimolanti della bevanda nera, tanto che il consumo di caffè era incoraggiato per affrontare lunghi viaggi e faticose battute di caccia nel deserto sotto il sole cocente. Il profumo intenso e l’amaro sapore sembravano conferire una prontezza e una resistenza sovrannaturale a chi lo beveva.

Benché molte di queste credenze fossero frutto di superstizioni e suggestioni, avevano un fondo di verità. Le moderne ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato le reali proprietà energizzanti della pianta, dovute principalmente alla caffeina in essa contenuta.

Curiosità Intriganti sul Caffè: Storie e Aneddoti Poco Conosciuti

Il mondo del caffè è costellato di curiosi aneddoti e piccole grandi storie che ne hanno accompagnato l’espansione globale nei secoli. Eccone alcune tra le più suggestive.

L’invenzione del cappuccino nella Vienna asburgica

Una delle leggende più celebri è quella che attribuisce la nascita del cappuccino ai frati cappuccini di Vienna durante il dominio asburgico. Pare che nel Seicento i frati avessero l’abitudine di consumare una bevanda a base di caffè d’orzo, speziata con cannella e gherigli di noce moscata.

Un giorno, in visita al convento, imperatore Leopoldo I° ne assaggiò una tazza e ne rimase talmente deliziato da volerne diffondere l’uso a corte e tra i nobili viennesi. Nacque così l’usanza di aggiungere latte montato alla miscela di caffè e spezie, in onore all’abito monacale bianco-marrone, dando vita al “cappuccino” come oggi lo conosciamo.

In realtà storici successivi hanno sfatato questa narrazione romantica, attribuendo invece l’introduzione del caffè con panna montata ai cafè viennesi nella prima metà dell’Ottocento. Ma l’affascinante leggenda è persistente e continua ad essere tramandata.

L’influenza nella letteratura e le poesie sul caffè

Fin dal XVII secolo caffè e caffetterie esercitarono una profonda influenza sulla nascente letteratura europea. I cafè, dove si riunivano intellettuali e pensatori, divennero infatti veri e propri crocevia culturali che stimolavano creatività e ispirazione.

Uno dei frequentatori più illustri dei caffè londinesi fu sicuramente Samuel Johnson, letterato e autore del primo grande dizionario della lingua inglese. Le sue opinioni critiche erano molto rispettate nell’Inghilterra del 1700 e Johnson amava pronunciarle sorseggiando tazze di caffè nei cafè della City.

Ma l’influenza più profonda si ebbe in Francia, dove i filosofi Illuministi trasformarono i caffè di Parigi nei luoghi prediletti per dibattere animatamente di politica e affari contemporanei. Voltaire, Diderot, Rousseau erano habitué di tali ritrovi e intrattenevano vivaci conversazioni sorseggiando la their scura.

Anche letterati tedeschi come Goethe attribuivano al caffè virtù creative, sostenendo di dovere ad esso parte dell’ispirazione per le sue opere monumentali. Persino il sommo Mozart pare fosse solito bere fino a venti tazzine di “caffècompose” al giorno per stimolare il proprio genio.

In effetti in molte poesie e lettere del periodo il caffè è celebrato come fonte di estro artistico e vigore intellettuale. Una traccia profonda che permane ancora oggi nell’immaginario comune dell’artista bohèmien che sorseggia caffè denso come inchiostro nero, in attesa della folgorante musa ispiratrice.

Miti e Verità: smontando i Falsi Miti sul Caffè

Il caffè è probabilmente la bevanda più celebre e diffusa al mondo dopo l’acqua, ma della sua lunga storia, costellata di aneddoti e storie romanzate, fanno parte anche alcune credenze errate e luoghi comuni che non hanno riscontro nella realtà. Analizziamo quindi alcuni falsi miti sul conto del caffè.

Il caffè non provoca dipendenza, se non psicologica

Uno dei pregiudizi più comuni sul caffè riguarda presunte proprietà fortemente additive, tali da provocare dipendenza fisica in chi lo consuma regolarmente. In realtà, sebbene la caffeina contenuta nella pianta abbia effetti stimolanti dell’umore e dello stato di allerta, non determina veri e propri sintomi di astinenza in caso di brusca sospensione.

Gli studiosi hanno appurato che non esistono specifici recettori della caffeina nel cervello e che quindi questa sostanza non sviluppa reali sindromi carenziali a livello fisico. I disturbi che alcuni avvertono se privati del loro consueto “rituale della tazzina” – mal di testa, stanchezza, nervosismo – sono in realtà di natura psicologica.

Si tratta cioè del mancato appagamento di un’abitudine radicata, un gesto sociale e culturale profondamente introiettato nella routine quotidiana. Un’assenza percepita come fonte di malessere ma che non genera dipendenza organica. Per questo gli esperti tendono oggi a parlare di “dipendenza comportamentale” dal caffè, non confermando ipotesi di vere e proprie sindromi di astinenza.

Bere caffè non disidrata, anzi può favorire l’idratazione

Un altro diffuso falso mito correla il caffè con effetti diuretici e disidratazione. In realtà numerosi studi scientifici hanno dimostrato che, se assunto in quantità moderate, il caffè ha solo trascurabili effetti diuretici. Anzi può addirittura favorire una migliore idratazione.

Infatti la maggior parte dell’acqua contenuta nel caffè viene comunque trattenuta dall’organismo. Inoltre, la leggera stimolazione renale indotta dalla caffeina non causa alcuna eccessiva eliminazione di liquidi o sali minerali. Anche chi soffre di ritenzione idrica, cellulite o gotta non deve necessariamente bandire il caffè dalla dieta.

Gli esperti raccomandano comunque di non eccedere con le dosi assunte giornalmente. 6-7 tazzine di espresso al giorno (300-400mg di caffeina) sono considerate soglie di sicurezza, oltre le quali effetti indesiderati possono manifestarsi in soggetti sensibili. Ma limitandosi a 2-3 tazzine, come per la maggior parte degli italiani, il caffè può essere considerato addirittura amico della diuresi e dell’idratazione corporea.

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