Business Distributori Automatici: Come si gestisce l’attività?

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I distributori automatici di bevande e non solo, anche noti come vending machine, sono macchine progettate per erogare prodotti o servizi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. 

L’erogazione di un prodotto è subordinata al versamento del loro costo di distribuzione che può avvenire in contanti o mediante carta di credito, persino mediante e-wallet, come Paypal. Scopri maggiori informazioni su come funzionano i distributori automatici.

Sempre maggiore diviene la richiesta e la conseguente offerta di prodotti distribuiti mediante le vending machine, non solo nel mondo, ma anche in Italia. Nella Penisola ce ne sono oltre 2 milioni in funzione: essi generano circa 2 miliardi di euro di fatturato.

Per trasformare i distributori automatici in un business è necessario, anzitutto, mettere giù un business plan. Pianificare costi e potenziali profitti è indispensabile. Un buon business plan è elaborato in maniera realistica, a partire dall’analisi del mercato in cui prenderà forma.

Trasformare le vending machine in uno strumento di business è semplice, il modo migliore ed economicamente più vantaggioso è quello di affiliarsi in un franchising. Scopriamo perché.

Distributori automatici in franchising: come aprirlo?

Avviare un’attività di distributori automatici in franchising è molto diverso che aprire un negozio fisico. Nel secondo caso, oltre ai costi elevati e a una presenza costante sul luogo di lavoro, ci sono diversi adempimenti burocratici da soddisfare. 

Gli elementi principali da considerare prima di avviare questo lavoro sono la location e i prodotti. Sarebbe opportuno preferire un luogo all’interno di una zona pedonale priva di altri distributori. 

Oltre alla posizione è importante vendere il giusto prodotto, ovvero, il prodotto maggiormente richiesto all’interno della zona prescelta. 

Una volta selezionata la posizione e individuati i prodotti sarà necessario occuparsi della burocrazia, seppur minima. Essa include l’apertura di una P. IVA con relativa dichiarazione di inizio attività, l’iscrizione presso la Camera di Commercio corrispondente al Registro delle Imprese e infine, l’iscrizione al Rec. Quest’ultima si richiede solo nel caso di vendita di alimenti e bevande.

Tipologie di distributori automatici

I distributori automatici possono essere distinti in:

  • Piccole macchine sfuse: sono distributori di piccole dimensioni che solitamente distribuiscono snack di piccole dimensioni.
  • Macchinari meccanici di grandi dimensioni: sono vending machine progettate per erogare un maggiore numero di prodotti.
  • Vending machine elettroniche: sono distributori di ultima generazione che, oltre a vendere un buon numero di prodotti, presentano selezionatori touch screen e pagamenti mediante carta di credito.

Oltre che per tipologia di macchinario, i distributori automatici possono essere differenziati anche per prodotti in vendita. Per questa ragione li distinguiamo in distributori automatici di:

  • Sigarette
  • Bevande
  • Snack
  • Detersivi alla spina
  • Parafarmaci
  • Gadget di ogni tipo

Quanto si guadagna con un distributore automatico?

Come detto in precedenza, i guadagni con le vending machine sono immediati. I margini di profitto possono variare moltissimo, tanto da essere compresi tra il 50% e il 90% rispetto al prezzo di vendita. 

Ovviamente, il margine del profitto dipende non solo dal numero delle vendite ma anche dal prodotto in vendita. I distributori di bevande calde e snack frutteranno molto in prossimità di università o uffici, mentre dolciumi e giocattoli, ma anche parafarmaci e detersivi alla spina saranno indicati all’interno di centri commerciali oppure nelle vicinanze di attività di servizio.

Chi possiede già un’attività di distributori automatici concorda nell’affermare che è più redditizio possedere contemporaneamente più distributori automatici, magari differenziati nei prodotti. Ad esempio, vendendo 20 bottigliette d’acqua e 20 pacchetti di snack al giorno. guadagnerai 40€. Ipotizzando una spesa di 2€ per le 20 bottigliette d’acqua e di 4€ per gli snack, il guadagno complessivo è di 34€ al giorno. Da esso andrà sottratto il costo dell’affitto del locale, del leasing del macchinario oppure delle tasse.

Quanto costa un distributore automatico h24?

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I costi dei distributori automatici dipendono dalla dimensione e dalla tipologia di macchinario che si scelgono. Se si opta per una piccola attività di distributori automatici si avrà bisogno di un budget di partenza di circa 10 mila euro. Questa somma varia moltissimo a seconda che si scelga di avere un distributore di caffè oppure uno di sigarette. Infatti, scendendo nei dettagli, possiamo affermare che in media un distributore di caffè e bevande in genere si dovranno spendere tra i 1.000 e i 2.000€ mentre per gli snack almeno 2.000€.

La situazione cambia se, invece, si opta per un distributore di tabacchi. In questo caso sono disponibili macchine che costano anche 500€ ma i più evoluti e tecnologici raggiungono i 7.000€. Sul mercato sono disponibili anche distributori di Dispositivi di Protezione Individuale. In questo casa il costo è di 1.000€ a distributore. 

Le macchine multiprodotto, invece, hanno un costo compreso fra i 10.000 e gli 11.000€. Al costo della macchina, va poi aggiunto quello dei prodotti, il quale varia da poche centinaia di euro a un migliaio di euro.

Quanto costa installare un distributore automatico in comodato d’uso?

Con il comodato d’uso, l’installazione dei distributori automatici è gratuita e non prevede costi per il cliente, inoltre:

  • Tutti i costi di installazione sono a carico della società di gestione.
  • Nel comodato d’uso, anche l’acquisto, l’approvvigionamento dei prodotti e la manutenzione dei distributori non sono a carico del cliente, ma della società di gestione.
  • Il cliente non diventa proprietario dei distributori, ma risparmia tempo e denaro, venendo sollevato da impegni, responsabilità e burocrazia legate alla gestione diretta.
  • In alcuni casi, il cliente si impegna ad acquistare una certa quantità di prodotti dalla società di gestione come condizione del comodato d’uso. Ma non ci sono costi diretti per l’installazione.
  • L’unico “costo” indiretto potrebbe essere il mancato guadagno sulla vendita dei prodotti, che va interamente al gestore. Ma il cliente risparmia sui costi di acquisto, gestione e manutenzione dei distributori.
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